Raccontini

HITCHCOCKIANA

Ora di cena, marito e moglie nel tinello.

- Caro? Ma, caro... dove vai? In tavola è tutto pronto, dai...sennò si raffredda!
- Beh, vado in cantina a prendere... ehm, il vino...
- Il vino? Ma scusa, caro, ne abbiamo appena stappata una bottiglia ieri sera...ed è ancora mezza piena!
- Sì, lo so, ma sai...ehm, non è il vino giusto p-per quello che hai cucinato stasera...
- Questa è bella: come se tu non sapessi che preparo sempre le stesse cose!
- Sì, beh, ma stasera, ehm, stasera sento come nell'aria ...come una sfumatura diversa...
- Mi dispiace deluderti, caro, ma è la solita schifosa frittata di cipolle. Comunque fa come ti pare: vai a prendere sta benedetta bottiglia. Basta che ti sbrighi, altrimenti il mio "capolavoro" calcifica!
- Ok, ok non preoccuparti: prendo, ehm, prendo la bottiglia e torno subito.
(dopo qualche minuto)
- Ah, finalmente...ma, dov'eri finito?
- Beh, la- la cantina, sai, ehm...la cantina è così piena di roba che...
- E la bottiglia? Dov'è la bottiglia?! Ah, ho capito: era tutta una scusa per andare a prendere un regalo...ecco perché tieni la mano dietro la schiena: è una sorpresa, vero?
- Beh, ehm, effettivamente, in un certo senso ...
- Che romantico, caro: dopo tutti questi anni, ricordarti che oggi è il mio onomastico...
(lui toglie la mano destra da dietro la schiena e, improvvisamente, spunta un grosso coltello da macellaio)
- Scusa caro: ma quello è un coltello, non una bottiglia!
- Si, lo so: è... è un coltello da macellaio.
- E a cosa ti serve, un coltello da macellaio? C'è la frittata per cena, mica la porchetta!
- Ehm...il fatto è che...ehm: de-devo ammazzarti, cara.
- Devi? Come sarebbe a dire "devi"? Nel senso che qualcuno ti ha obbligato?! E' stata tua madre, vero? Quella strega mi detesta...
- No, tra- tranquilla...ti assicuro che mia madre... mia madre non c'entra nulla. Forse mi sono...sì, ecco: mi sono espresso male.
- E ti sembra il caso di essere così ambiguo, in un momento come questo?!
- No, infatti, ehm...io, io intendevo che "devo" nel senso che "sto per, che ho progettato di": sono andato in cantina a prendere il coltello e quindi, a completamento del mio disegno criminoso, in un certo senso, devo ammazzarti."
- Mamma mia, come sei complicato! Avresti potuto dire, molto più semplicemente: "Cara, io voglio ammazzarti."
- Ha-hai ragione, cara. Del resto sei tu, quella che insegna grammatica. Adesso riformulo: mi dispiace, cara, ma io voglio ammazzarti.
- Ti dispiace? Hah, hah, questa è proprio bella! Ma insomma: se ti dispiace, allora si può sapere perché perchè vuoi ammazzarmi? Scusa se te lo dico, caro, ma come assassino, sei una frana!
- Adesso basta, con questi giochetti da settimana enigmistica: ovviamente non mi dispiace per me, ma un po' per te, che....che...
- Che...? Finisci la frase, no? Lo sai che non sopporto i periodi sospesi!
(prima incerto e poi veemente)
- Che... ehm...che tra poco sarai morta, sbudellata da cima a piedi, ecco!
- Beh, caro, adesso esageri, non ti sembra? Non c'è bisogno di fare una carneficina: basta il colpo giusto nel punto giusto. Ma non li leggi, i polizieschi?
- Sì, ma...
- Senza contare che, in questo modo, eviteresti di sporcarmi la moquette...
(lui ha un gesto di stizza e punta il coltello verso di lei) - Smettila: lo so io che cosa debbo fare, con questo arnese!
- Non puoi ammazzarmi, caro. Lo sai, che non puoi.
- Ce-certo che posso...ho-ho il coltello, adesso!
- Guarda: potresti avere anche un'ascia, una scimitarra, o una sega elettrica, non importa. Il fatto è che, nonostante tutto, caro - nonostante le frittate, i capelli stinti e le borse sotto gli occhi - tu mi vuoi ancora bene, caro. Ergo, non solo non mi ammazzerai, ma non mi farai neanche un graffio.
- Beh, sì, forse...forse hai ragione, cara: è vero, tu e la tua frittata, qui, mi fate schifo, è chiaro; ma in fondo... in fondo ti voglio ancora bene. E questo, questo lo sai cosa vuol dire, cara?
- Che..che non potrai farmi a pezzi?
(lui lascia cadere il coltello a terra) - Che sarò costretto a seppellirti viva!
- Oh, caro, sii...caro, dillo più forte...
- Sì, bellezza: ti spedirò sottoterra tutta intera!
- Urlalo, ti supplico...urlalo...
- Creperai viva! Viva! VIVA!!!
- Ahhh... siii...caro...siiiii...adoro quando mi fai l'Anthony Perkins...
(lui la afferra con passione)
- Sei la mia vittima preferita...
- E tu sei stato meraviglioso, caro...
- Dillo ancora, dillo ancora...
- Questa volta, questa volta ti sei superato, te lo giuro...ho sentito la tua lama che...che mi trapassava...
(baciandola sul collo, con voluttà)
- Sì, sì...ti trapassava, ti trapassava!
- Oh, caro... sono tutta un fuoco...
- Mi getterei tra le fiamme, per te, amore mio!
(guardandolo intensamente negli occhi)
- E allora.... allora mangia la mia frittata caro, cosa aspetti?...mangiala tutta, ti prego...fino in fondo...
(lui prende il tegame e comincia a ingozzarsi di frittata)
- Sì, sì, gnam, fino in fondo, fino in fondo!
- Oh, sì, caro...che bravo bambino che sei, quando ubbidisci...
- Sì, gnam, sì...sono un bravo, gnam, bambino!
- Adesso...adesso prendimi, caro: voglio essere tua, soltanto tua...
(lasciando cadere il tegame vuoto a terra)
- Ok,...vomito tutto e sono da te!
- Ti amerò per sempre, caro!