IL COFFEE MANAGER
Tra le nuove professionalità che sembrano farsi largo nel mondo del lavoro, spicca quella del Coffee Manager, poichè la sua presenza, ormai, è divenuta indispensabile in qualsiasi ufficio, pubblico o privato. Compito precipuo del Coffee Manager è quello di controllare l'assunzione di caffè da parte degli impiegati. Il Coffee Manager, innanzitutto, regola le modalità di afflusso alla distributore della bevanda, in modo da impedire il cosiddetto "effetto deserto", ovvero che l'ufficio si svuoti di colpo, determinando una paralisi dell'attività produttiva; in secondo luogo, egli deve controllare la frequenza dell'assunzione da parte dei lavoratori, per evitare gli eccessi, cioè che ne bevano troppi - col rischio di aumentare l'aggressività nei confronti dei colleghi che guadagnano meglio - o troppo pochi - col rischio di inficiare le prestazioni e trasformare l'ufficio in un dormitorio (pubblico o privato, dipende dai casi).
Ovviamente, date le enormi responsabilità di cui è caricato, quella del Coffee Manager non può che essere una figura centrale dell'organigramma aziendale e quindi di altissimo profilo, anche stipendiale. E' naturale, pertanto, che si tratti di una carica molto ambita alla quale tutti i giovani manager aspirano: di qui la necessità di fissare opportuni criteri di selezione, in modo da individuare le persone dotate del talento necessario a ricoprire una posizione così importante e decisiva per le sorti dell'azienda. Requisiti indefettibili del Coffee Manager:
1)Il Coffee Manager non beve caffè. Onde evitare pericolose commistioni tra piacere e dovere e costringere la dirigenza al cosiddetto "effetto matrioska" - cioè ad assumere un secondo Coffee Manager, per controllare il primo - sono da escludere dalla rosa dei candidati non solo, come è ovvio, i caffeinomani patentati, ma anche coloro che assumono - di tanto in tanto - la bevanda.
2)Bisogna fare attenzione, tuttavia, a non cadere nell'eccesso opposto e trovarsi un Coffee Manager che detesta il caffè: un simile soggetto, infatti, sarebbe parimenti pernicioso per la produttività aziendale, poichè tenderebbe a frenare il consumo di caffè e a consentire casi di morte apparente in ufficio.
3)Il Coffee Manager deve avere una elevata capacità di discernimento. Non solo per poter stabilire quando "lucchettare" la sala dove si trova il distributore, per impedire tafferugli e scuoiamenti tra gli impiegati che pretendono la dose quotidiana nei momenti di maggiore impegno lavorativo; ma per poter stabilire, nei casi di grave e prolungata dipendenza, i turni di accesso al trattamento metadonico del cappuccino.
4)Il Coffee Manager deve possedere una grande saldezza di nervi. Solo un soggetto dotato di calma imperturbabile, infatti, riuscirebbe a gestire gli eventuali casi di overdose da caffeina senza compromettere il benessere dell'ambiente di lavoro. In questi casi il Coffee Manager deve praticare al dipendente colpito dall'overdose una lavanda gastrica d'emergenza e - una volta completata l'operazione - leggere i fondi di caffè per trarne attendibili auspici sul futuro aziendale.
5)Il Coffee Manager deve avere capacità di relazione. Questa dote risulta indispensabile per fronteggiare la terribile eventualità che la procedura di soccorso prevista per il caso di overdose non sortisca l'effetto desiderato e il dipendente sia costretto ad abbandonare, per sempre, il posto di lavoro. In questa malcapitata circostanza il Coffee Manager, infatti, ha l'ingrato compito di convocare i familiari e chiedere loro di scegliere tra una regolare sepoltura o la macinazione industriale.










