Raccontini

SIR THOMAS EDISON

Estate 1879, pomeriggio tardo. Sir Thomas Edison, geniale inventore, esce dal suo laboratorio e si dirige esultante verso il terrazzo, dove la moglie lo aspetta, seduta sulla sedia a dondolo.

"Ci siamo, cara, ci siamo!"
"Ah bravissimo, bravissimo...e dimmi, cos' ha inventato questa volta il mio geniale marito?"
"La mia più grande invenzione, mia cara..."
"Cosa, cosa"?
"Ho inventato la lampadina elettrica!"
"La lampadina elettrica...ah, ma è magnifico: bisogna festeggiare! Che ne dici di una bella cenetta a lume di candela?"
"A lume di candela? Ehm, scusa cara, ma non mi sembra il caso..."
"E perché mai? E' una bellissima giornata estiva e potremmo cenare in giardino: è così romantico... Pensaci: noi due al buio, illuminati solo da fiammelle ondulanti..."
"Lo so cara, ma le cose sono cambiate, adesso. Da questo preciso momento io sono Sir Thomas Edison, l'inventore della lampadina elettrica, capisci? Non posso farmi vedere mentre ceno a lume di candela. Direbbero: Ah, bella invenzione...funziona così bene che usa ancora le candele!"
"Ma caro, non preoccuparti, ci saremo solo noi due...nessuno se ne accorgerà, te lo assicuro..."
"No, no, mi dispiace, troppo rischioso. Sai cara, anche se non sembra, noi geni siamo monitorati co-stan-te-men-te!"
"E tu lasciali monitorare, no?"
"Ma che dici? Qualcuno potrebbe vederci e spifferare tutto...pensa che disastro: conferenze, giornali, televisione..."
"Tele... che?"
"Televi...oh, scusami cara: adesso che ci penso, la televisione non è ancora stata inventata! Televisione...però, suona piuttosto bene, non trovi? Bisogna che me la segni tra le cose da fare..."
"Vabbè, caro, come vuoi. Vorrà dire che faremo una cenetta a lampadina elettrica."
"Grazie, cara. La tua predisposizione al progresso è, come dire, incomparabile. Non è un caso se ho scelto te, come madre dei miei figli. Pensa: un giorno potrai dire che hai sposato l'uomo che ha inventato la lampadina elettrica. E questo è solo l'inizio..."
"Perché? C'è dell'altro, forse?"
"Sì, in effetti ho in mente altre cose. Tutte geniali, ovviamente."
"Ad esempio?"
"Cara, non volermene, ma non credo sia prudente così, su due piedi..."
"Suvvia caro...non ti sentirà nessuno: bisbigliamelo in un orecchio, dai".
"E va bene. Presto inventerò la sedia elettrica".
"Una sedia elettrica? Ma sei sicuro? A che cosa potrebbe mai servire una sedia elettrica?"
"Beh, a scaldare chi ci è seduto sopra, no? Pensa d'inverno, che sollievo. Che sollazzo, che libidine impareggiabile! Niente più reumatismi, niente più dolori: questa sedia sarà la salvezza dell'umanità!"
"Sei un genio, caro. Io l'ho sempre detto. Diventeremo famosi, vero?".
"Beh, è inevitabile, a questo punto."
"E anche ricchi, vero?"
"Sì, credo proprio di sì. Ti farò diventare la donna più ricca d'America.
"Meraviglioso, caro!"
"Ci puoi contare. E se la lampadina e la sedia non dovessero bastare, inventerò anche la bolletta della luce!"
"Sì, ottimo. Ma non è che poi dovremo pagarla anche noi?"
"Ma che dici, cara? L'inventore che paga...dai, non è possibile!".
"Giusto. Perdonami, caro. Per un attimo ho dubitato che..."
"Figurati, cara: il dubbio, in fondo, è la molla della ricerca scientifica..."
"E allora cosa stiamo aspettando? Non perdiamo altro tempo: è ora di festeggiare!"
"Ok. Tu vai a preparare da mangiare. Io intanto mi procuro le candele".
"Le candele? Ma scusa, caro, non avevi detto che... e la tua invenzione?"
"Ah, beh, sì...c'è un leggero cambiamento di programma. Ho deciso che prima invento la bolletta; poi controllo i prezzi e - se conviene - invento anche la lampadina. Dai, cara, sorridi: è un momento storico!"