Raccontini

MEDIO ORIENTE

Un gruppo di Israeliani sta chiacchierando in un bar di Gerusalemme. Ad un certo punto entra un giovanotto. È Palestinese e un silenzio di tomba si impadronisce improvvisamente del locale. "Scusate", chiede il ragazzo nell'imbarazzo generale: "E' vero che qui fanno il caffè più buono della città?". Gli avventori lo guardano terrorizzati e nessuno osa rispondere: l'Arabo, infatti, ha una grossa cintura alla dinamite che gli avvolge la vita ed è facile intuire che si tratta di un kamikaze. Gli Israeliani sono paralizzati dal panico. Quello allora alza leggermente la testa e lascia partire una risata che grassa è dir poco. "Ma che sbadato-insensibile, che sono! Avrei dovuto dirvelo subito: non preoccupatevi, non salterete per aria: questa qui, purtroppo, non funziona!". "C-come non funziona?!" balbetta un signore allibito. Il terrorista allora si fa serio:"Ho gìà premuto il tasto quattordici volte, ma niente: deve esserci un contatto. Davvero qui il caffè è così buono?". "Il migliore della città", conferma con timido orgoglio il barista, improvvisamente tornato alla vita biologica. "Offro io, per tutti!" esclama un vecchio seduto al tavolo. Si festeggia e si brinda con le tazzine, in un clima di contagiosa euforia. Il giovanotto finalmente può bere il caffè: lo assapora a occhi chiusi e sorride soddisfatto. Poi mette una mano in tasca e un attimo dopo un'esplosione tremenda distrugge il locale. Certo, non si dovrebbe mentire: ma l'ultimo desiderio non lo si nega a nessuno.